Chi ben comincia
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Chi ben comincia: Come diventare buoni

Mi trovo in un parcheggio di Leeds quando dico a mio marito che non voglio più stare con lui. David non è lì con me nel parcheggio. È a casa, a curare i bambini, e io l’ho chiamato soltanto per ricordargli che dovrebbe scrivere due righe per la maestra di Molly. L’altra cosa mi è come… sfuggita. Un errore. Ovvio. Evidentemente, e con mia grande sorpresa, sono il tipo di persona capace di dire al marito che non se la sente più di stare con lui, ma non pensavo davvero di essere capace di dire questa cosa da un cellulare, da un parcheggio. Adesso, è chiaro, la considerazione che avevo di me stessa andrà rivista.

Come_diventare_buoniTitolo: Come diventare buoni
Autore: Nick Hornby
Editore: Guanda
Anno: 2001
Titolo originale: How to be Good
Traduttore: Stefano Viviani

Descrizione

Come si fa a diventare buoni? E, soprattutto, che cosa significa essere buoni? Katie Carr non se l’è mai chiesto: una donna che ha scelto di diventare medico per aiutare gli altri e che ha cresciuto i figli ai valori morali più profondi non ha nemmeno bisogno di porsi la questione.
Finché quella donna non tradisce il marito.
E allora il marito, David, decide di dare una svolta alla sua vita. Abbandona le arguzie sarcastiche con le quali non risparmiava nessuno, nemmeno la moglie e i figli, e rinuncia a versare veleno su tutto e tutti nella rubrica che firmava regolarmente su un quotidiano locale; insomma, smette di essere «l’uomo più arrabbiato di Holloway» per diventare buono. Ma buono sul serio. Niente di più azzeccato a questo punto, dell’entrata in scena di BuoneNuove. Con tanto di piercing alle sopracciglia, una storia di droga alle spalle e tecniche di guarigione dello spirito e del corpo capaci di sfidare tutta la scienza medica, BuoneNuove aiuta David a mettere a punto strategie di bontà e varare progetti piccoli e grandi per contribuire a risolvere il problema della sofferenza umana: lasagne prese dal congelatore di casa per sfamare i barboni del parco, giocattoli e computer sottratti ai figli per intrattenere i bambini meno fortunati, esortazioni agli abitanti della via perché ciascuna famiglia metta a disposizione una stanza per un senzatetto e infine un bel manuale di istruzioni su come ridistribuire equamente le ricchezze mondiali.
Com’è prevedibile, Katie perde ogni punto di riferimento: il marito è irriconoscibile, i due figli si schierano l’uno con la madre e l’altra col padre, e lei deve sopportare la convivenza coatta con BuoneNuove e un senzatetto che si fa chiamare Scimmia. E, catapultata in una realtà tutta nuova, è costretta a riflettere anche sulla crisi del suo matrimonio.
Spostando il suo sguardo arguto e intelligente sui temi della famiglia, dell’amore coniugale e dell’amore tout court, con questo nuovo romanzo Hornby aggiunge una nota di amarezza al suo consueto, irresistibile humour, l’amarezza di chi è determinato a mettere a nudo le nostre ipocrisie, grandi e piccole, le debolezze e le menzogne che non vorremmo ammettere.

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