Chi ben comincia
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Chi ben comincia: La foresta

Il giorno che nonno venne a prendere me e mia sorella Lula e ci trascinò fino al traghetto, non potevo immaginare che presto mi sarei ritrovato in una situazione peggiore di quella che ci era già toccata in sorte, o che avrei iniziato a frequentare un pistolero nano, il figlio di uno schiavo e un maiale grosso e inferocito, né tanto meno che avrei trovato l’amore e ucciso qualcuno, ma le cose andarono proprio così.
Fu il vaiolo a scatenare tutto. Aveva attraversato il paese come un mulo imbizzarrito ed era stato particolarmente spietato con Hinge Gate, una città non molto distante. Arrivò come una turbolenta e fangosa ondata di morte, e uccise così tanta gente che la chiamarono epidemia. Due tra le vittime furono i nostri genitori, che non avevano avuto un malanno in vita loro. Io, al contrario, ero stato cagionevole per tutta l’infanzia finché non iniziai a irrobustirmi, e Lula era sempre stata un po’ scheletrica, ma nessuno dei due prese il vaiolo. All’epoca avevo sedici anni e godevo di ottima salute, mentre Lula ne aveva quattordici, ed era un fiore pronto a sbocciare.


La_foresta
Titolo: La foresta
Autore: Joe R. Lansdale
Editore: Einaudi
Anno: 2013
Titolo originale: The Thicket
Traduttore: Luca Briasco
352 pagine

Descrizione

Dopo aver perso entrambi i genitori durante un’epidemia di vaiolo, Jack Parker ha deciso di lasciare il Texas per trasferirsi in Kansas. Ma sulla strada incrocia una banda di fuorilegge che gli uccidono il nonno e rapiscono Lula, la sua sorella minore. Jack si mette allora sulle loro tracce, accompagnato da una squadra di cacciatori di taglie che più insolita non potrebbe essere: un nano colto e melanconico, dalla mira infallibile; un nero gigantesco, che si guadagna da vivere scavando fosse; una giovane prostituta dalla lingua lunga e il cuore d’oro; uno sceriffo con la faccia e il corpo coperti di cicatrici. La foresta è un viaggio in un’America del primo Novecento che somiglia molto a quella di oggi. Un romanzo spaventoso e divertentissimo al tempo stesso, come se i fratelli Grimm e Mark Twain si fossero uniti per scriverlo.

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