Fumetti e Graphic Novel, Recensioni
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Recensione: L’uomo montagna

– Ma nonno, perché mettersi in viaggio se non mi porti con te?
– Non posso portarti con me stavolta, ragazzo mio. È il mio ultimo viaggio.

Uomo_Montagna_Gauthier_FlechaisMettersi in viaggio significa andare alla ricerca del nuovo. Significa sapersi stupire per ogni incontro, per ogni paesaggio che si spalanca davanti agli occhi, per ogni nuvola e ogni albero, per ogni montagna e ogni stella. Significa perdersi nel rumore dei propri passi, lasciarsi trasportare dal fruscio del vento e dal mormorio di un ruscello, ed emozionarsi ogni volta che si raggiunge una meta. Ma mettersi in viaggio significa anche avere delle radici a cui tornare, un rifugio caldo e sicuro e riconoscibile tra tanti da chiamare casa.

Il protagonista di questo graphic novel è un bambino, e questo ancora non lo sa. Ma lo imparerà presto. Ha viaggiato tanto, fino a ora, ma sempre in compagnia di suo nonno, mai da solo. Stavolta, però, sarà tutto diverso. Suo nonno ormai è vecchio, le montagne che gli crescono sulle spalle si fanno sempre più pesanti, le gambe sempre più difficili da spostare, e si sta preparando per un ultimo viaggio, da compiere da solo, senza le risate e la vivacità del nipotino a fargli compagnia.

Il bambino non riesce ad accettare che il nonno se ne vada senza di lui, così parte alla ricerca del vento più forte di tutti, quello che vive sulla montagna più alta. È sicuro che il suo soffio potrà spingere il nonno e aiutarlo nel cammino. È sicuro che, quando tornerà, il nonno sarà ancora lì ad aspettarlo – in fondo gliel’ha promesso, no? – e che potranno continuare a viaggiare insieme, tutte le volte che vorranno.

È l’inizio di una storia che ha tutto il sapore di una fiaba. Il bambino percorre sentieri tortuosi, si avventura tra le fronde del bosco, si inerpica su montagne aguzze e selvagge. E come in ogni fiaba, lungo il percorso incontra personaggi che sapranno guidarlo e dargli i giusti consigli per affrontare il cammino. Il grande albero dalle radici forti, che lo tengono ben saldo al terreno e lo rendono ciò che è. I tre sassi che rotolano follemente giù dalla montagna, e che non vedono l’ora di arrivare a valle per raccontare a tutti la loro corsa. E lo stambecco, l’animale maestoso e meraviglioso che lo accompagnerà fino in cima, aiutandolo a superare le pareti più scivolose e taglienti, e che lo aiuterà a capire che il viaggio, come il peso della vita, può essere condiviso.

L’uomo montagna è una fiaba scritta da Séverine Gauthier e arricchita dai disegni di Amélie Fléchais, eleganti e delicati. È bello perdersi tra le sue illustrazioni fantasiose e curate, tra colorazioni pastello che assumono sfumature più fredde nei momenti più duri del viaggio, per diventare più calde nei passaggi più spensierati e gioiosi. È bello mettersi in cammino con quel bambino senza nome, immedesimarsi in lui per riscoprire la gioia di guardare il mondo con occhi pieni di curiosità. È bello ricordarsi che tutti noi abbiamo delle radici, che la vita è bella quando è condivisa, e che la fine di un viaggio non è altro che una nuova partenza.


Titolo: L’uomo montagna
Autrici: Séverine Gauthier (testi) e Amélie Fléchais (disegni)
Editore: Tunué
Anno: 2017
Titolo originale: L’Homme montagne
Traduttore: Stefano Andrea Cresti
41 pagine illustrate

Leggi la mia recensione su Ibs Café

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