Bambini e ragazzi, Recensioni
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Recensione: La scorciatoia

Il bosco era silenzioso. Guardando indietro, verso la direzione da cui era venuta, Tamaya si domandò se ne sarebbe mai uscita. Poi sentì un rumore. Rami spezzati e passi irregolari, come di qualcuno che avanzasse barcollando, pestando i piedi. Poi quel qualcuno emerse da un groviglio di sterpi. E lei rimase paralizzata.

Il termine tecnico è “scelta di Hobson”. Succede quando devi scegliere tra due opzioni e tutte e due sono particolarmente spiacevoli. È proprio la situazione in cui si trova Tamaya. Da sempre è andata a scuola insieme a Marshall, percorrendo la stessa strada a piedi tutti i giorni, tre chilometri che portano dal loro paesino fino alla prestigiosa Woodbridge Academy, una scuola privata di Heath Cliff, in Pennsylvania. Da sempre è tornata a casa insieme a lui. Sua madre era tranquilla sapendo che la sua bambina, ora in quinta elementare, era sempre in compagnia di un ragazzo di due anni più grande, e le ha fatto promettere che non sarebbe mai andata e tornata da sola. Ma un giorno Marshall decide di cambiare strada: dice di conoscere una scorciatoia che passa per il bosco. Anche se agli studenti è proibito addentrarsi in quell’intrico di rami, la ragazza sceglie di andare con lui.

Tamaya non sa perché Marshall ha deciso all’improvviso di rompere la routine. Non sa perché si comporta in modo strano, perché è più silenzioso del solito e le risponde con toni aggressivi. Non sa che Marshall è stato preso di mira da Chad, il bullo della scuola, e che proprio ora sta fuggendo da lui. Quello che sa è che appena Chad li raggiunge e inizia a prendere a calci il suo amico deve farsi forza e difenderlo: raccoglie uno strano fango e glielo getta in faccia. Poi incita Marshall alla fuga. Solo il giorno successivo si renderà conto di quello che ha combinato: la sua mano è insanguinata e piena di vesciche, e Chad è scomparso. Fare la cosa giusta significa entrare ancora una volta nel bosco proibito.

È uno stile diretto ed essenziale quello di Louis Sachar. Non si perde in tante parole, va dritto al punto, tiene viva l’attenzione. La narrazione principale è alternata da capitoli che riportano le udienze della Commissione del Senato degli Stati Uniti per l’Energia e l’Ambiente: c’è un’indagine in corso, e riguarda la Sunday Farm, uno stabilimento che sorge a pochi chilometri dal bosco e dove si sta lavorando allo sviluppo del Biolene, una nuova forma di energia alternativa. Qual è il rapporto tra questi esperimenti e quel fango peloso che c’è nella foresta? Ma soprattutto, a che pericolo stanno andando incontro i tre ragazzi?

In uno scenario a metà tra X-Files e Stranger Things, Louis Sachar costruisce un’avvincente storia di mistero e amicizia, dove quello che colpisce sono le riflessioni e i rapporti tra i protagonisti, appena entrati nel periodo dell’adolescenza e alle prese con le nuove dinamiche e i cambiamenti tipici di quell’età. Per Tamaya sarà difficile liberarsi di quell’etichetta di “brava bambina” di cui era così felice ma che ora le causa solo prese in giro da parte delle amiche e dei ragazzi più grandi. Mentre Marshall dovrà fare i conti con gli atteggiamenti da bullo di Chad, appena arrivato da un’altra scuola: non sarà facile per lui capire perché sia stato preso di mira; e non sarà facile accettare la distanza dei compagni, che se ne stanno immobili in disparte senza dire nulla, anche se si rendono conto che qualcosa non va. Marshall sarà sempre più solo e isolato, ma quando finalmente riuscirà a entrare in contatto con Chad e a scalfire il suo guscio scoprirà che sono entrambi due anime sole, alla ricerca di qualcuno su cui contare e con cui condividere gioie e scherzi e disavventure. Perché mai come ora avranno bisogno di una persona da chiamare “amico”.


La scorciatoia - Louis SacharTitolo: La scorciatoia
Autore: Louis Sachar
Editore: Il Battello a Vapore. Piemme
Titolo originale: Fuzzy Mud
Traduttrice: Flora Bonetti
Pagine: 192
Prezzo: 12,00

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