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Tappa nella giungla: Ready Player One – Blogtour. OASIS

Benvenuti in OASIS, la Simulazione di Immersione Sensoriale Ontologicamente Antropocentrica che ha rivoluzionato il modo di vivere, lavorare e comunicare in tutto il mondo. E non solo, ha anche trasformato l’intrattenimento, il social networking e la politica globale. Vi bastano una console OASIS, un visore, un paio di guanti aptici ed è fatta: siete pronti per immergervi nella migliore realtà virtuale mai realizzata!

Come? Non la conoscete? Allora tenetevi pronti, perché in questa quarta tappa del blogtour dedicato a Ready Player One, il romanzo di Ernest Cline ripubblicato da DeA Planeta, vi parlerò proprio di questo mondo virtuale.

Ready Player One - Ernest ClineÈ il 2044 quando prende il via la vicenda narrata da Wade, il protagonista della storia. La Terra è ormai un pianeta da rottamare, sporco, inquinato e dimenticato. Da anni, tutti hanno trovato rifugio in OASIS, dove è possibile svolgere le normali mansioni quotidiane, come studiare o lavorare, oppure diventare qualcun altro e mettersi alla prova portando a termine missioni ispirate ai più grandi videogiochi.

La storia di OASIS inizia molto prima: nel 2012, per la precisione, quando la Gregarious Simulation Systems (GSS) lancia questo nuovo prodotto sul mercato. A pensarlo, progettarlo e realizzarlo sono James Halliday e Ogden Morrow, che negli anni precedenti avevano sviluppato e dato vita a numerosi videogiochi. Ma con questo nuovo progetto raggiungono un nuovo livello, che per molti anni non sarà superato da nessuno. Per realizzarlo si sono ispirati ai cosiddetti MMO, i giochi online Massively Multiplayer, che davano la possibilità ai giocatori di coesistere in un mondo virtuale al quale era possibile accedere via internet. Ma se in quei primi giochi ci si imbatteva in paesaggi limitati e poco articolati, in OASIS la prospettiva cambia totalmente: i mondi da esplorare sono migliaia, tridimensionali, curati in ogni piccolo dettaglio, dalle particolarità del terreno alle condizioni meteorologiche. È una vera e propria realtà open source.

Una realtà virtuale gratuita. Perché l’accesso a OASIS è totalmente libero (per essere precisi, è necessario sganciare un importo iniziale di 25 centesimi di dollaro). E una volta all’interno chiunque può crearsi un proprio avatar ed essere chi più desidera: può scegliere l’altezza e il peso, cambiare nome, età o sesso, addirittura diventare qualcos’altro, come un alieno o un elfo. E la cosa più importante è che non è necessario rivelare agli altri avatar la propria identità: tutto rimane segreto.

Inizialmente OASIS conteneva solo poche centinaia di pianeti da esplorare, che offrivano una vasta gamma di scenari ispirati ai più famosi videogiochi: metropoli steampunk, deserti post-apocalittici e ambientazioni sword & sorcery, per esempio. La GSS aveva anche ottenuto la licenza per usare mondi creati da altre compagnie: i giocatori potevano decidere di visitare la Terra di Mezzo, farsi un viaggio nella galassia di Star Wars o nell’universo di Star Trek, oppure lasciarsi conquistare dalle ambientazioni di World of Warcraft. Viaggiare da un mondo all’altro potrebbe sembrare difficile, in una realtà virtuale così vasta. Per facilitare le cose, OASIS è stato diviso in 27 settori di uguale estensione: ognuno misura dieci ore luce e include centinaia di pianeti diversi. Guardando la mappa tridimensionale che rappresenta questi settori ci rende conto che la GSS si è ispirata al cubo di Rubik.

Ogni settore è diviso in diverse zone di diversa dimensione e con caratteristiche particolari. Ci sono zone, per esempio, chiamate «zone zero», dove la magia è vietata, così come qualsiasi forma di tecnologia. Oppure le «zone doppie», dove sono permesse entrambe. Nelle zone pacifiste non è permesso il combattimento tra avatar, mentre nelle «zone PVP» (Player-Versus-Player) gli avatar possono attaccare e scontrarsi con chiunque.

Ma viaggiare da una settore all’altro, da una zona all’altra e da un pianeta all’altro non è semplice. Perché ha un costo che non tutti possono permettersi e che va versato in crediti OASIS, l’unica moneta di scambio accettata. Wade, il protagonista, per esempio, è decisamente a secco di crediti. Ed è costretto a starsene su Ludus, il pianeta dedicato all’insegnamento e che accoglie le numerosissime scuole pubbliche di OASIS. Tantissimi campus, uno identico all’altro, con i loro grandi corridoi in marmo e le loro ricchissime biblioteche, pronti a ospitare studenti e professori.

In seguito alla morte di James Halliday OASIS non è cambiato. Quello che è cambiato è stato il modo di concepirlo. Perché nel suo ultimo video Halliday ha lanciato una grande sfida: un sorta di caccia al tesoro per trovare un easter egg che ha nascosto da qualche parte all’interno di questa enorme realtà virtuale. In molti decidono di buttarsi all’avvventura, puntando al grande premio: chi vincerà diventerà il nuovo padrone di OASIS. Ma non si tratta solo di un gioco: a rischio c’è l’esistenza stessa di OASIS per come è stato finora concepito. Perché c’è una società che ha tutto l’interesse di impadronirsi di OASIS per arricchirsi e diventare sempre più potente sul mercato. Per molti ultenti resta solo una cosa da fare: partecipare alla gara, e vincere, a tutti i costi!

Mi raccomando, non perdetevi le altre tappe di questo videoludico blogtour!

RPO calendario

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