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Recensione: Buchi nel deserto

Se si prende un ragazzo cattivo e lo si costringe a scavare un buco ogni giorno sotto il sole cocente, lo si trasforma in un bravo ragazzo.

Campo Lago Verde non è un posto per femminucce. Non è nemmeno verde, se è per questo. E non c’è nessun lago. Solo un’immensa distesa di terra arida e polvere e caldo, abitata da serpenti a sonagli, scorpioni e dalle mortali lucertole a macchie gialle. Un centinaio di anni prima era tutto diverso, c’erano una bellissima cittadina e uno splendido specchio d’acqua. Ma ora quel posto disperso nel deserto del Texas è diventato un campo di recupero per ragazzi che hanno bisogno di essere rieducati. Ogni giorno si svegliano prima dell’alba, recuperano il loro badile e vanno a scavare un buco in mezzo al nulla. Un metro e mezzo di larghezza per un metro e mezzo di profondità, è questa la misura del loro sudore, della loro sete, della loro redenzione.

Buchi nel deserto - Graphic Review

Anche per Stanley Yelnats è arrivato il momento di mettere piede a Campo Lago Verde. Il suo crimine? Il furto di un paio di scarpe da ginnastica appartenute a uno dei più importanti giocatori di baseball. In realtà è innocente, è stata solo sfortuna, come quella che perseguita da più di un secolo la sua famiglia, da quando il suo trisavolo ha rubato un maiale a un’indovina, attirando su di sé e sui suoi discendenti una terribile maledizione – o almeno, questo è quello che si racconta.

Quando Stanley arriva al Campo non ha idea di quello che lo aspetta. Ma appena conosce il Signor Sì e i suoi compagni di squadra capisce subito che la vita lì non sarà una passeggiata. Sa che per diciotto mesi dovrà lavorare sodo, che dovrà imparare a dosare l’acqua a disposizione, che dovrà mantenere buoni rapporti con gli altri ragazzi. E sa che non potrà scappare, perché anche se non ci sono recinzioni, ad accoglierlo ci sarebbero solo una distesa infinita di deserto e animali pericolosi.

Le giornate trascorrono tutte uguali, una dopo l’altra. Ma i rapporti tra i ragazzi cambiano, crescono, si intensificano. Stanley farà amicizia con i suoi compagni dagli strani soprannomi – come Ascella, Raggi X, Zero – e intanto terrà gli occhi aperti e si guarderà intorno, convinto che quei buchi abbiano uno scopo ben diverso dalla necessità di rieducare un branco di ragazzini sfortunati. Ma quale?

È un romanzo del 1998, Buchi nel deserto. Ma è uno di quei romanzi per ragazzi che rimarranno nel tempo, perché avranno sempre qualcosa da dire, a tutti – ragazzi, adulti, genitori, insegnanti. Louis Sachar cura ogni frase, presta attenzione a ogni evento, gioca con le coincidenze e il destino. E dà vita a un romanzo bellissimo, dove le vicende e le leggende del passato si intrecciano alla perfezione con i drammi e le sorprese del presente, come nei migliori esempi di realismo magico. Un romanzo che ci dice che l’amicizia è possibile, e la giustizia è possibile, e la redenzione è possibile. Anche nei posti fuori dal mondo. Anche dove meno te l’aspetti.


Buchi nel deserto - Louis SacharTitolo: Buchi nel deserto
Autore: Louis Sachar
Editore: Piemme (Il Battello a Vapore)
Anno: 2018 (1998)
Età di lettura: da 10 anni
Titolo originale: Holes
Traduttrice: Laura Cangemi
Pagine: 262
Prezzo: 12 euro
ISBN: 9788856665093

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