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Recensione: Le grandi macchine di Leonardo

Provate a chiedere a qualcuno di parlarvi delle invenzioni di Leonardo da Vinci. Senza dubbio vi racconterà della bicicletta, del carro armato, dell’aeroplano. Forse anche del sottomarino. Ma saprà nominarne altre? Saprà parlarvi della gru girevole, della calcolatrice, dell’acciarino automatico? E che dire dei proiettili o dei cuscinetti a sfera? Eppure, in un certo senso, sono state le sue invenzioni più piccole e meno appariscenti a permettergli di ideare macchine sempre più utili e complesse e a stravolgere il nostro modo di vivere.

Nessuno mette in dubbio, ormai, che Leonardo sia stato un genio. Si interessava di tutto: di architettura, di ingegneria, di arte, di musica. E pensare che quando era bambino non aveva voglia di studiare. Scappava dalla finestra e se ne andava in mezzo ai campi, ad ammirare la natura che lo circondava; e una volta cresciuto, lo si vedeva aggirarsi per le strade della città e fermarsi a parlare con la gente che incontrava: raccoglieva informazioni e dettagli sul loro mestiere, e dava consigli su come renderlo più rapido e meno faticoso. Forse non avrà imparato il latino, ma di certo ha affinato il suo spirito di osservazione e soddisfatto la sua curiosità e la sua sete di conoscenza.

Le grandi macchine di Leonardo - Proiettili

I PROIETTILI
Leonardo studiava i fenomeni naturali con grande attenzione, per poi sfruttare quello che aveva scoperto per le sue invenzioni. Come i proiettili, per esempio. In quegli anni, i cannoni venivano caricati con grosse palle di pietra o ferro, ed era impossibile colpire a grandi distanze. Osservando le gocce d’acqua, Leonardo pensò a una nuova forma per i proiettili, che poi è quella che conosciamo oggi. C’è una cosa, però, che non era ancora riuscito a capire: che per stabilizzare il proiettile e permettergli così di colpire il bersaglio era importante rigare le canne delle armi. Per questo la sua invenzione non fu accolta con grande successo, ai tempi.

Di Leonardo ci sono rimasti tantissimi appunti, scritti – al rovescio, visto che era mancino – nel corso di una vita segnata dai continui spostamenti di città in città, in un’epoca, quella rinascimentale, in cui l’Italia era suddivisa in tanti “staterelli”. I periodi vissuti a Firenze, Milano, Venezia e Roma gli hanno offerto milioni di spunti per ideare nuove invenzioni, a seconda delle necessità dei cittadini o del loro Signore. Ponti girevoli in grado di spostarsi per lasciar passare le barche sul fiume, seghe idrauliche che permettono di tagliare con facilità i tronchi, balestre giganti da usare in guerra per intimorire i nemici. Tutti progetti, questi, che ritroviamo nei “taccuini” che ci ha lasciato Leonardo: non tutti sono stati realizzati, alcuni sono rimasti solo disegni e parole, utili però a generazioni future per dare vita, con nuovi strumenti e materiali, a ciò che il grande genio non era riuscito a portare a termine.

In questo libro, un immaginario discendente di Leonardo da Vinci ci conduce in un percorso alla scoperta di quaranta invenzioni, raccontandoci com’erano un tempo e come – o cosa – sono diventate oggi. Affronteremo così un viaggio diviso in otto sezioni tematiche: dall’ingegneria civile agli strumenti musicali, dalle macchine acquatiche a quelle volanti e a quelle militari. Per ogni invenzione vedremo il progetto così come era stato realizzato o concepito da Leonardo affiancato dal corrispettivo moderno: come l’acciarino automatico che noi oggi chiamiamo accendino o la ventola a contrappeso che si è trasformata in un moderno ventilatore.

A rendere ancora più ricco questo libro scritto da Davide Morosinotto – l’autore del Rinomato catalogo Walker & Dawn, della Sfolgorante luce di due stelle rosse e di Voi, tanto per intenderci – e da Christian Hill – un ingegnere aeronautico che ha capito che nella vita vuole fare lo scrittore – ci sono tante pagine ricche di aneddoti e approfondimenti su Leonardo da Vinci e una serie di esperimenti da realizzare in casa con oggetti e materiali facilmente recuperabili: ci aiuteranno a capire, per esempio, cosa si intende per attrito o perché gli aerei riescono a volare, ma ci spiegheranno anche come costruire un piccolo acquedotto con delle cannucce o un’automobile a palloncino con una scatoletta di succo di frutta.

Le grandi macchine di Leonardo - Bicicletta

LA BICICLETTA
Una delle prime invenzioni che ci viene in mente quando pensiamo a Leonardo da Vinci è la bicicletta. Ma c’è chi sostiene che non sia davvero lui l’ideatore di questo mezzo di trasporto. Il progetto è stato scoperto durante i lavori di restauro del «Codice Atlantico», forse la più importante raccolta di appunti di Leonardo. Ma se quel disegno non l’avesse lasciato lui? Se si trattasse solo di uno scherzo? Se fossero stati i restauratori stessi a infilare quella pagina per farsi qualche risata?

Le grandi macchine di Leonardo è un libro che ci permette di aprire gli occhi sul mondo, per capire come funzionano o da dove provengono molti oggetti che usiamo abitualmente. E allo stesso tempo ci dà la possibilità di conoscere un po’ di più quel genio che ancora oggi, a cinquecento anni dalla sua morte, fa parlare ancora molto di sé, perché molti aspetti dei suoi scritti e della sua vita restano ancora avvolti nel mistero. E forse lo resteranno per sempre, come un segreto che nessuno sarà mai in grado di svelare. O un codice che nessuno potrà mai decifrare.

I disegni presenti in questo articolo sono tratti dal libro e sono stati realizzati da Marco Bonatti.


Le grandi macchine di Leonardo - Davide Morosinotto e Christian Hill

Titolo: Le grandi macchine di Leonardo. 40 invenzioni geniali: com’erano un tempo e come sono oggi
Autori: Davide Morosinotto e Christian Hill
Illustratore: Marco Bonatti
Editore: Editoriale Scienza
Anno: 2019
Età di lettura: da 9 anni
Pagine: 144
Prezzo: 22,90 euro
ISBN: 9788873079736

Guarda la scheda di Le grandi macchine di Leonardo sul sito dell’editore.

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