Bambini e ragazzi, Recensioni
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La scimmia dell’assassino – Recensione

«Io e il capo abbiamo caricato sacchi di carbone anche oggi. Mentre lavoravo pensavo alla mia Underwood n. 5, e ora ho deciso per cosa la userò. Metterò nero su bianco la verità. La verità sull’omicidio di Alphonse Morro. Così tutti sapranno cos’è successo veramente. E forse, scrivendo, riuscirò a sbarazzarmi dei miei incubi.»

Essere una gorilla non è facile. Lo è ancora meno se sei Sally Jones, se possiedi la sua intelligenza e la sua sensibilità, se come lei hai lasciato le giungle dell’Africa e ti sei ritrovato a vivere nel mondo degli uomini, se hai imparato a capire il loro linguaggio e i loro inganni e hai scoperto i tanti modi in cui si può essere crudeli; e se un giorno il tuo migliore amico viene arrestato per un crimine che non ha commesso e ti viene portato via.

Ma facciamo un po’ di ordine. Chi è Sally Jones? È una gorilla che dopo una serie di peripezie, a volte piacevoli altre meno, ha finalmente trovato qualcuno di cui fidarsi e con cui trascorrere le sue giornate: è Henry Koskela, noto anche come il Capo, un marinaio finlandese che solca i mari a bordo della sua Hudson Queen. Sally sa leggere e scrivere, sa farsi capire dagli uomini e ha una predisposizione naturale per riparare guasti ai motori, aggiustare fisarmoniche, mettere mano a tutto ciò che è meccanico. Proprio per questo si è guadagnata il ruolo di macchinista a bordo della nave del Capo.

Dopo mille avventure, Sally e il Capo si fermano a Lisbona in cerca di nuovi ingaggi, vengono avvicinati da un individuo un po’ ambiguo in cerca di qualcuno che possa trasportare un misterioso carico di piastrelle, e senza volerlo si trovano invischiati in una serie di intrighi e crimini dagli esiti per niente gradevoli: la Hudson Queen, per una falla nello scavo, si arena in un fiume, mentre il Capo viene ingiustamente accusato di omicidio e rinchiuso in prigione.

Sono passati diversi anni da quel brutto giorno, e ora Sally è pronta a raccontarci la sua storia e la verità sull’omicidio. Affida le sue parole alla sua macchina da scrivere Underwood n. 5 e ci consegna un grande racconto d’avventura: ci parla di Lisbona, di come sia stata costretta a nascondersi e fuggire da quando tutti hanno iniziato a chiamarla “la scimmia dell’assassino”, del conforto che ha trovato nella casa della cantante di fado Ana Molina e di come tutto sia cambiato quando ha scoperto l’esistenza di un modo per scagionare il Capo; da lì avrà inizio il suo viaggio in Oriente, durante il quale rischierà di essere uccisa, sarà tradita e venduta, si ritroverà a fare la spia alla corte di un maharajah e a pilotare aerei, fino a portare alla luce un complotto politico che minacciava le fondamenta della repubblica.

Con La scimmia dell’assassino, lo svedese Jakob Wegelius costruisce un grande romanzo d’avventura in cui si respirano le atmosfere di grandi narratori come Robert Louis Stevenson e Jules Verne. Con una protagonista affascinante, con cui condividiamo gioie e paure, solitudini e passioni, alla scoperta dell’amicizia, della meschinità di alcuni uomini, della crudeltà di certi pregiudizi e della bellezza della diversità.


Titolo: La scimmia dell’assassino
Autore: Jakob Wegelius
Traduttrice: Laura Cangemi
Editore: Iperborea
Anno: 2020 (2014)
Titolo originale: Mördarens apa
Età di lettura: Da 11 anni
Pagine: 538
Prezzo: 18 euro
ISBN: 9788870917130

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