All posts filed under: Chi ben comincia

Chi ben comincia: Il buio oltre la siepe

Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all’epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere di giocare a football, Jem non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po’ più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importa un bel nulla: gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere la palla al volo. Poi, quando di anni ne furono trascorsi tanti da poterli ormai ricordare e raccontare, ogni tanto si discuteva di come erano andare le cose, quella volta. Secondo me tutto cominciò a causa degli Ewell, ma Jem, che ha quattro anni più di me, diceva che bisognava risalire molto più indietro, e precisamente all’estate in cui capitò da noi Dill e per primo ci diede l’idea di far uscire si casa Boo Radley. Le prime frasi del libro in lingua originale When he was …

Chi ben comincia: I bambini del crepuscolo

Mi sveglia l’odore acre e mi ricordo che cos’è. I denti bianchi luccicano al bagliore della dea del cielo. Mi aspetto un ruggito, ma la mandibola si limita a scendere verso la mia gamba e sparire. La mia testa batte contro il terreno mentre vengo trascinato via, ma non sento dolore. Alcune voci gridano il mio nome, ma la mia non c’è più. Il cielo è terso, tutti gli dei abbassano lo sguardo su di me. Chiedo loro di salvarmi, di portarmi via, ma loro scompaiono nelle tenebre. Ci fermiamo. Sento soltanto il fiato corto che esce dalle narici. Ho una sensazione strana alla gamba, come se non fosse la mia. La bestia molla la presa e si volta a guardarmi. Gli occhi brillano come fiammelle nel buio. Non vedo altro, ma sento che saltano giù dagli alberi, corpi invisibili in uno stormire di fronde e uno spezzarsi di ramoscelli. Poi mi sono addosso, e per la prima volta urlo. Titolo: I bambini del crepuscolo Autore: Torbjørn Øverland Amundsen Editore: Salani Anno: 2014 (2013) Titolo …

Chi ben comincia: Io e te

– Caffè? Una cameriera mi scruta da sopra la montatura degli occhiali. In mano ha un thermos argentato. Le porgo la tazza. – Grazie. Me la riempie fino al bordo. – È venuto per la fiera? Faccio segno di no con la testa. – Che fiera? – La fiera dei cavalli. Mi guarda. Si aspetta che le dica per quale ragione mi trovo a Cividale del Friuli. Alla fine tira fuori un blocchetto. – Che stanza ha? Le mostro la chiave. – Centodiciannove. Si segna il numero. – Se vuole altro caffè lo può prendere da solo al buffet. – Grazie. – Dovere. Appena si allontana tiro fuori dal portafogli un biglietto piegato in quattro. Lo stendo sul tavolo. Lo ha scritto mia sorella Olivia dieci anni fa, il ventiquattro febbraio duemila. Io avevo quattordici anni e lei ventitré. Titolo: Io e te Autore: Niccolò Ammaniti Editore: Einaudi Anno: 2010 116 pagine

Chi ben comincia: Chaos. La fuga

La prima cosa che scopri quando il tuo cane imparla a parlare è che i cani non hanno un gracché da dire. Su un bel niente. «Cacca, Todd.» «Zitto, Manchee.» «Cacca. Cacca, Todd.» Stiamo percorrendo i campi incolti a sud-est della città, quelli che scendono giù fino al fiume, in diressione della palude. Ben mi ha mandato a raccogliere delle mele e mi ha detto di portare con me Manchee, anche se lo sappiamo tutti che Cillian me l’ha preso solo per non scontentare il Sindaco Prentiss e così d’un tratto ecco questo nuovo cane come dono per il mio dodicesimo compleanno, anche se io non l’avevo mai detto che volevo un cane… la cosa che volevo io, era che finalmente Cillian si decidesse ad aggiustarmi il mio scooter a fissione così non sarei stato più costretto ad andarmene a piedi in ogni punto sperduto di questa stupida città ma, oh no, buon compleanno, Todd, ecco qui un bel cuccioletto, Todd, e anche se non lo vuoi, anche se non l’avevi chiesto, indovina chi si …

Chi ben comincia: Ogni giorno

Mi sveglio. Devo immediatamente capire chi sono. E non mi riferisco solo al corpo. Non basta aprire gli occhi e scoprire se la carnagione del mio braccio è chiara o scura, se ho i capelli lunghi o corti, se sono grasso o magro, maschio o femmina, se ho cicatrici o una pelle liscia e vellutata. Il corpo è la cosa più semplice a cui adattarsi quando si è abituati ad averne uno nuovo a ogni risveglio. È la vita, il contesto attorno al corpo, che a volte è difficile comprendere. Ogni giorno sono una persona diversa. Sono me stesso – so di essere me stesso – ma nello stesso tempo sono qualcun altro. È sempre stato così. Le prime frasi del libro in lingua originale I wake up. Immediately I have to figure out who I am. It’s not just the body – opening my eyes and discovering whether the skin on my arm is light or dark, whether my hair is long or short, whether I’m fat or thin, boy or girl, scarred or …

Chi ben comincia: Wonder

So di non essere un normale ragazzino di dieci anni. Sì, insomma, faccio cose normali, naturalmente. Mangio il gelato. Vado in bicicletta. Gioco a palla. Ho l’Xbox. E cose come queste fanno di me una persona normale. Suppongo. E io mi sento normale. Voglio dire dentro. Ma so anche che i ragazzini normali non fanno scappare via gli altri ragazzini normali fra urla e strepiti ai giardini. E so che la gente non li fissa a bocca aperta ovunque vadano. Se trovassi una lampada magica e potessi esprimere un desiderio, vorrei avere una faccia così normale da passare inosservato. Vorrei camminare per strada senza che la gente, subito dopo avermi visto, si volti dall’altra parte. E sono arrivato a questa conclusione: l’unica ragione per cui non sono normale è perché nessuno mi considera normale. Le prime frasi del libro in lingua originale I know I’m not an ordinary ten-year-old kid. I mean, sure, I do ordinary things. I eat ice cream. I ride my bike. I play ball. I have an Xbox. Stuff like that …

Chi ben comincia: Immagina di essere in guerra

Se oggi in Italia ci fosse la guerra… tu dove andresti? Se le bombe avessero distrutto quasi tutto il paese, quasi tutta la città? Se nell’appartamento in cui vivi con la tua famiglia le pareti fossero piene di buchi, le finestre rotte, i balconi strappati via? Sta arrivando l’inverno, il riscaldamento non funziona e piove dentro casa. L’unica stanza abitabile è la cucina. Tua madre ha la bronchite e forse cova un’altra polmonite. Tuo fratello maggiore ha già perso tre dita nello scoppio di una mina e sostiene la Milizia contro il volere dei vostri genitori. Tua sorella più piccola è stata ferita alla testa dalle schegge di una granata ed è ricoverata in un ospedale privo di attrezzature. I tuoi nonni paterni sono morti sotto una bomba che ha colpito la loro casa di riposo. Tu sei ancora tutto intero, ma hai paura. Di mattina, di pomeriggio, di sera e di notte. Titolo: Immagina di essere in guerra Autore: Janne Teller Illustratore: Helle Vibeke Jensen Editore: Feltrinelli Kids Anno: 2014 Titolo originale: Hvis der …

Chi ben comincia: It

Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia. La barchetta beccheggiò, s’inclinò, si raddrizzò, affrontò con coraggio i gorghi infidi e proseguì per la sua rotta giù per Witcham Street, verso il semaforo che segnava l’incrocio con la Jackson. Le tre lampade disposte in verticale su tutti i lati del semaforo erano spente, in quel pomeriggio d’autunno del 1957, e spente erano anche le finestre di tutte le case. pioveva ininterrottamente ormai da una settimana e da due giorni si erano alzati i venti. Allora quasi tutti i quartieri di Derry erano rimasti senza corrente e l’erogazione non era stata ancora ripristinata. Un bambino in impermeabile giallo e stivaletti rossi correva allegramente dietro alla barchetta di carta. Le prime frasi del libro in lingua originale The terror, which would not end for another twenty-eight years – if it ever did end – began, …