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Recensione: Per un pugno di ghiande

A volte basta passeggiare per i boschi del Nord Italia per avvistare qualche scoiattolo grigio. «Che bello!», penserete. O «Quanto è carino!». Ma la realtà è un po’ diversa. Perché questo roditore batuffoloso è un vero e proprio bullo, sempre pronto a rubare ghiande e altro cibo allo scoiattolo rosso, rischiando di farlo scomparire. La specie grigia non è originaria delle nostre zone, ma è arrivata dall’America intorno alla metà del secolo scorso, volando sopra l’Atlantico in una comoda gabbietta. Da quel momento, il solitario scoiattolo grigio ha iniziato a riprodursi fino a diffondersi in gran parte dell’Italia settentrionale, ma anche in Irlanda e Gran Bretagna. E ora, come avrete capito, è un gran pericolo per la specie autoctona.

Per un pugno di ghainde - Graphic Review_2

Il mondo è pieno di casi come questo: di specie e organismi che sono stati portati in aree diverse da quelle di cui sono originari. Forse non tutti se ne rendono conto, e forse nessuno all’inizio aveva previsto i problemi che ne sarebbero derivati. Fatto sta che le «specie aliene invasive» (così vengono chiamate da biologi e naturalisti), possono modificare gli equilibri degli ecosistemi in cui vengono introdotte, spesso con effetti devastanti e disastrosi. Diventano dei veri e propri banditi: si mangiano le specie più vulnerabili, rubano le risorse ad altri animali, trasmettono malattie pericolose, trasformano totalmente gli habitat in cui vanno a vivere, rendendoli inospitali.

In Per un pugno di ghiande ne conosceremo venti: ci sono mammiferi, uccelli, rettili, pesci, molluschi, insetti ma anche fiori e piante che hanno già causato ingenti danni a diversi ecosistemi del nostro pianeta. Come il castoro, che dalle foreste del Canada è stato portato nei territori argentini, dove i boschi stanno scomparendo, abbattuti dai possenti denti del roditore. O il calabrone asiatico, che quando è arrivato in Europa ha iniziato ad attaccare altri insetti più deboli, comprese le nostre api, provocando gravi danni anche all’apicoltura. O ancora il candido ermellino, che in realtà è un predatore perfetto e una volta giunto in Nuova Zelanda ha iniziato a prepararsi pranzetti a base degli animali dell’isola, tra i quali il bellissimo pappagallo chiamato kakapò.

Quelle che troviamo nel libro sono solo alcune delle specie invasive. In realtà ce ne sono molte altre. Nelle ultime pagine ci vengono presentate quelle che vivono vicino a noi (zanzare tigri, pecore, pomodori…), troveremo specchietti riassuntivi di tutte le armi che questi banditi hanno a disposizione e dei mezzi che possono sfruttare per spostarsi da un capo all’altro nella Terra. In più, tanti consigli su come comportarsi quando prendiamo qualche esotico animaletto da compagnia e quando viaggiamo in posti lontani. Perché in fondo siamo stati noi uomini a trasportare per il mondo queste specie, e adesso è giusto che facciamo del nostro meglio per contenere il più possibile la loro diffusione e preservare le diversità del pianeta in cui viviamo.

P.S. I testi sono di Papik Genovesi, uno zoologo che si occupa di conservazione della natura in tutto il mondo: quindi roba affidabile e scritta in modo chiaro. Mentre le illustrazioni, coloratissime, simpatiche e dettagliate, sono di Sandro Natalini. Non so se vi ricordate, ma insieme avevano dato vita anche a Storie bestiali (qui la recensione).

P.P.S. In fondo al libro c’è anche una piccola mappa degli spostamenti delle specie invasive citate. E un bellissimo poster da estrarre e appendere dove volete!


Per un pugno di ghiande - Papik Genovesi, Sandro NataliniTitolo: Per un pugno di ghiande. Le specie invasive che assaltano la Terra
Autore: Papik Genovesi
Illustratore: Sandro Natalini
Editore: Editoriale Scienza
Anno: 2018
Età: Da 8 anni
Pagine: 107
Prezzo: 14,90 euro
ISBN: 9788873079262

Guarda la scheda di Per un pugno di ghiande sul sito dell’editore

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